Categoria: Miopia

  • Cos’è la retinite pigmentosa

    Cos’è la retinite pigmentosa

    Cos’è la retinite pigmentosa?

    La retinite pigmentosa è una degenerazione lentamente progressiva e bilaterale della retina e dell’epitelio pigmentato retinico, causata da varie mutazioni genetiche.

    L’iperpigmentazione in una configurazione a spicole ossee nella retina medio-periferica è l’alterazione più evidente all’esame del fondo oculare.

    Altri reperti comprendono:

    • Restringimento delle arteriole retiniche
    • Edema maculare cistoide
    • Aspetto giallo-cereo del disco ottico
    • Cataratta sottocapsulare posteriore
    • Cellule nel vitreo (meno frequenti)
    • Miopia

     

    L’esame del fondo oculare, l’elettroretinografia e i vari test devono essere estesi ai familiari, quando necessario o richiesto, per stabilire il pattern ereditario. I pazienti con una sindrome ereditaria possono richiedere di sottoporsi a consulenza genetica prima di avere figli.

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  • Attenzione alle lenti a contatto!

    Attenzione alle lenti a contatto!

    Attenzione alle lenti a contatto!

    La conoscenza della complicanze all’uso delle lenti a contatto (LAC) è un bagaglio di nozioni estremamente importante nella pratica clinica di un oculista.

    Una classificazione delle patologie oculare determinata dall’uso delle lenti a contatto, si presenta sempre insufficiente dato che i disturbi tipici del portatore di LAC sono spesso la conseguenza di più fattori che interagiscono sulla fisiologia del segmento anteriore.

    Così alcune forme di facile diagnosi, come in caso d’ipossia corneale, possono essere il risultato di molteplici condizioni: uso eccessivo, LAC strette, vecchie o sporche.

    Ciascuna di queste condizioni però rappresenta una patogenetica a se stante e può presentarsi da sola o assieme alle altre.
    L’intolleranza alle LAC è secondaria ad un “occhio secco“.

    Anche in questo caso la forma è spesso multifattoriale, caratterizzata da modificazioni primitive e secondarie all’uso delle LAC della superficie oculare.

    CLASSIFICAZIONE DELLE COMPLICANZE ALL’USO DI LENTI A CONTATTO

    • inidoneità locale o generale
    • fattori lesivi ambientali
    • applicazione errata
    • manutenzione errata o insufficiente
    • infezioni
    • complicanze allergiche
    • le sindromi da uso eccessivo

     

    COMPLICANZE SETTICHE

    Cheratiti e cheratouveiti importanti si manifestano quasi sempre solo dopo molti giorni dalla comparsa dei primi sintomi, in seguito ad errori terapeutici e/o al protrarsi del porto delle LAC.

    Gravi ascessi corneali invece possono presentarsi anche a distanza di poche ore dopo i primi segni di intolleranza; i germi responsabili sono altamente virulenti (più spesso Pseudomonas Aureoginosa) e richiedono un rapido intervento terapeutico con antibiotico-terapia. Spesso congiuntiviti e cheratocongiuntiviti virali (forse da adenovirus), si manifestano solo con il porto delle LAC. L’esame obiettivo rivela la presenza di infiltrati corneali sottopiteliali su cornea riepitelizzata.

     

    Particolare attenzione deve essere data alla grave cheratite da acantoameba (ancora molto rara, ma in aumento). È tipica dei portatori di LAC, ha un esordio come cheratocongiuntivite aspecifica e le comuni terapie non danno alcun beneficio.
    Solamente il dolore “sproporzionato” al danno biologico può mettere in sospetto.

    Nelle fasi tardive il quadro clinico più frequente è quello dell’ascesso anulare con uveite media.

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  • Occhio secco: cos’è e come prevenirlo

    Occhio secco: cos’è e come prevenirlo

    Occhio secco: cos’è e come prevenirlo

    Il dry eye, o occhio secco, è una malattia delle lacrime e della superficie oculare che porta fastidi e disturbi visivi oltre all’instabilità del film lacrimale con potenziale danno alle strutture anteriori dell’occhio.

    Al paziente, di per sè, la lacrimazione sembra essere un fattore ordinario, ma sottovalutare l’importanza delle lacrime non consente di mettere in luce l’enorme complessità della loro composizione, struttura, funzione e di come esse interagiscano con il sistema della superficie oculare, in modo da rendere la superficie refrattiva regolare e stabile al di sopra della superficie corneale – a sua volta relativamente irregolare – e di quanto una perdita di tale equilibrio sia disturbante.

    I pazienti infatti, diventano consapevoli dell’importanza di un equilibrio della superficie oculare solo quando avvertono i fastidi legati al cosiddetto “occhio secco” oppure cominciano a percepire una visione transitoriamente disturbata e limitata.

    Vi è evidenza che qualsiasi anormalità della superficie oculare può scatenare lo squilibrio in tutti gli altri componenti della dinamica lacrimale, per cui si parla di ocular surface disease – OSD.

    Man mano che è aumentata la comprensione della patofisiologia della OSD si è capito come questa malattia sia complessa e spesso multifattoriale.

    Ultimamente è stato dimostrato come altri componenti quali cellule immunitarie, cellule della matrice, ormoni e persino il microbioma, siano in grado di regolare l’omeostasi della superficie oculare.

    È stata anche avanzata l’ipotesi secondo cui l’OSD sia una malattia autoimmune localizzata, originata da uno squilibrio nelle vie immuno-regolatorie e pro-infiammatorie protettive della superficie oculare, per cui nella OSD l’OSM subisce un danno dell’immuno-omeostasi, con conseguente infiammazione cronica.

    Per una corretta diagnosi si utilizzano coloranti vitali e strumenti che permettono di valutare precisamente la natura della secchezza oculare.

    Alcuni consigli:

    ✔ Favorire l’illuminazione naturale stando attenti a evitare i riflessi delle finestre sui monitor

    ✔ Fare delle pause di 15 minuti ogni due ore durante l’attività al computer

    ✔ Aerare naturalmente e quotidianamente le stanze 

    ✔ Assicurarsi che negli ambienti chiusi ci sia una buona percentuale di umidità: deve essere tra il 35% e il 45% per evitare disturbi. Un umidificatore può essere di grande aiuto

    ✔ Evitare l’utilizzo di lenti a contatto se le si porta poco o se si avvertono sintomi a carico della superficie oculare

    ✔ Curare l’igiene oculare: palpebre e ciglia devono essere mantenute sempre pulite

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  • Cos’è la retinopatia diabetica?

    Cos’è la retinopatia diabetica?

    Cos’è la retinopatia diabetica?

    La retinopatia diabetica rappresenta un’importante complicanza microangiopatica del diabete mellito. Costituisce la principale causa di cecità legale negli individui di età compresa tra i 20 e i 65 anni di età nei paesi industrializzati.

    L’eziopatogenesi non è ancora ben chiara ma si ritiene che la microangiopatia vascolare sia dovuta all’ esposizione all’ iperglicemia per un periodo tale da indurre importanti modificazioni biochimiche e morfologiche nella struttura vascolare:

    • danno vascolare endoteliale,
    • perdita di periciti,
    • ispessimento della membrana basale dei capillari,
    • aumento dell’adesività piastrinica,
    • aumento dell’aggregabilità eritrocitaria,
    • fibrinolisi difettosa e soprattutto aumentata produzione del fattore di crescita endoteliale (VEGF).

    Tali alterazioni determinano una progressiva compromissione del lume dei capillari e della funzione endoteliale di barriera, con conseguente ischemia ed ipossia retinica che successivamente stimola la risposta neovascolare del VEGF.

    La retinopatia diabetica viene classificata in 2 forme:

    • RD non proliferante ( RDNP)
    • RD proliferante ( RDP)

    L’ iniezione intravitreale di farmaci corticosteroidi e anti-VEGF rappresenta una terapia di recente introduzione per la terapia dell’ edema maculare diffuso che non risponde alla fotocoagulazione laser convenzionale impiegata come trattamento di prima scelta.

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  • Cos’è il glaucoma?

    Cos’è il glaucoma?

    Cos’è il glaucoma?

    Il glaucoma rappresenta un gruppo eterogeneo di malattie dell’occhio caratterizzate prevalentemente da elevata pressione intraoculare associata ad un quadro clinico di atrofia del nervo ottico, riduzione del campo visivo e calo dell’ acuità visiva permanente.

    Si tratta di una patologia per lunghi periodi misconosciuta dal paziente, spesso asintomatica che, quando si rivela, è già nella sua fase avanzata.

    Risulta quindi fondamentale il controllo della pressione oculare per evitare progressione della malattia e per preservare il campo visivo tanto che negli ultimi anni si è introdotto il concetto di pressione target ovvero, il valore di IOP più alto utile a rallentare sufficientemente il peggioramento della patologia e quindi preservare la qualità di vita del paziente per tutta la sua durata.

    La cura della malattia si base, quindi sul controllo della IOP, e il raggiungimento della pressione target, si avvale di:

    • una terapia medica basata fondamentalmente in colliri ipotonizzanti che nella maggior parte dei casi risulta completamente risolutiva
    • una terapia laser spesso di ausilio alla terapia medica
    • una terapia chirurgica o parachirurgica nei casi più complessi.

    Sarà il medico, nel monitoraggio del glaucoma negli anni, a identificare la terapia più idonea al paziente, perseguendo sempre il concetto di compliance, aderenza e persistenza alla terapia , ovvero verificando che il paziente segua le prescrizioni, condivida un percorso medico- paziente per il trattamento della patologia, cucito sul suo stile di vita e teso alla risoluzione di eventuali problemi, e assicurandosi che assumi regolarmente la terapia senza mai interromperla.

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  • Miopia nei bambini: come prevenirla

    Miopia nei bambini: come prevenirla

    La miopia nei bambini: come prevenirla

    La miopia è un difetto visivo comune non solo tra gli adulti, anche tra i più piccoli.

    Oggi l’incidenza della miopia nei bambini è molto più alta rispetto a decenni fa.

    Quali sono i comportamenti a rischio? Come prevenire la miopia nei bambini?

    Ecco alcuni comportamenti utili per prevenirla:

    • Tenere dispositivi elettronici e libri cartacei almeno a 30 centimetri di distanza dal viso;
    • Limitare il tempo trascorso davanti ai dispositivi elettronici;
    • Non giocare con i dispositivi elettronici in condizioni di poca luce o addirittura al buio;
    • Quando il bambino gioca con un dispositivo elettronico, legge o fa i compiti, invitarlo a fare pause frequenti;
    • La luce solare è fondamentale per tenere gli occhi dei bambini in salute;
    • Insegnate ai vostri figli a mangiare di tutto: frutta e verdura freschi e di stagione sono fondamentali per il benessere visivo.

    Come accorgersi se vostro figlio non vede bene?

    • Avvicina molto al volto i dispositivi elettronici, il televisore o i libri;
    • Tiene la testa inclinata da un lato, sembra che guardi con un solo occhio;
    • Si strofina spesso gli occhi;
    • A volte sembra poco coordinato nei movimenti, o impacciato nel gioco o nello sport

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